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 il trabucco di primissima mattina..... di Angel
"
Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi.

Albert Einstein
"

 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 09/11/2008 @ 22:44:38, in Ass. "Non solo Mare...", linkato 9 volte)

 

L'ass."Non Solo Mare" è stata invitata dalla Ns. Capitaneria di Porto pei il giorno 19/11/2008.. Leggi l'invito.

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Di Admin (del 07/11/2008 @ 10:50:24, in Demanio, linkato 20 volte)

 Pertinenze demaniali, la controproposta dei sindacati balneari...

Le associazioni di categoria dei balneari (Sib, Fiba, Assobalneari e Oasi) hanno incontrato il sottosegretario Michela Vittoria Brambilla. L'argomento più scottante sul tavolo è quello delle pertinenze demaniali, negli ultimi mesi al centro di diverse polemiche perchè, dicono gli operatori, il provvedimento deciso in Finanziaria 2007 avrebbe comportato aumenti compresi tra il 500 e il 1.600%.
E' arrivata la controproposta da parte delle associazioni, che prevede che comunque lo Stato incassi quanto previsto (con importi da versare all'orario aggiustati a valori di mercato, seguendo le indicazioni dell'Osservatorio del mercato immobiliare, Omi), ma spalmando l'aumento su tutte le voci che compongono il demanio marittimo, quindi anche le spiagge (sganciando così le pertinenze commerciali dai valori Omi). E' prevista una nuova riunione entro fine

Da: guidaviaggi.it

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Di Admin (del 29/10/2008 @ 23:15:18, in Navigando sotto costa..., linkato 23 volte)

Andare al mare a godersi una giornata di sole e bagni è per molti Molisani un momento di relax....sapere i venti che spirano sulla spiaggia, aiuta a sentirsi più sicuri...ecco un ns. piccolo aiuto per conoscere la rosa dei venti:  La rosa dei venti più semplice è quella a 4 punte formata dai soli quattro punti cardinali:

Nord anche detto settentrione, mezzanotte, borea o tramontana
Sud anche detto meridione, mezzogiorno oppure ostro
Est anche detto oriente o levante
Ovest anche detto occidente o ponente
Tra i quattro punti cardinali principali si possono fissare 4 punti intermedi:

Nord-Ovest anche detto maestrale
Nord-Est anche detto grecale
Sud-Est anche detto scirocco
Sud-Ovest anche detto libeccio
Questi quattro uniti ai quattro punti cardinali formano la rosa dei venti a 8 punte.

Tra gli otto punti sopra individuati è possibile indicarne altri otto ottenendo così una rosa dei venti a 16 punte. I nuovi otto punti sono in senso orario: Nord-Nord-Est, Est-Nord-Est, Est-Sud-Est, Sud-Sud-Est, Sud-Sud-Ovest, Ovest-Sud-Ovest, Ovest-Nord-Ovest e Nord-Nord-Ovest.

Volendo è possibile continuare le suddivisioni raddoppiando di volta in volta i punti intermedi.

Ai vari punti cardinali ed ai punti intermedi a questi sono associati anche altri nomi che identificano i venti provenienti da quelle direzioni. Infatti sono anche nomi di venti: tramontana, bora (vento gelido che soffia da est-nord-est), ostro (vento caldo che soffia da sud), levante e ponente. È questa doppia corrispondenza tra punti cardinali e nomi di venti che genera il nome rosa dei venti.

Lo rosa dei venti è presente come immagine di sfondo in ogni bussola.

La tramontana è un vento freddo proveniente da nord, frequente in Liguria, soprattutto in inverno, dove spira con particolare violenza, in particolare allo sbocco delle valli, causando repentini e considerevoli cali di temperatura. Può verificarsi a cielo sereno, oppure con cielo nuvoloso e precipitazioni quando è associata ad un sistema perturbato. Quest'ultimo caso è, appunto, quello detto di "tramontana scura" che, nella Riviera ligure, spinge giù dall'arco appenninico e alpino le perturbazioni provenienti da settentrione. Per questa ragione un proverbio ligure sentenzia: "tramuntan-na scüa, ægua següa" ("tramontana scura, pioggia sicura").

La Bora/Grecale è un vento catabatico nord/nord-orientale, che soffia nel Mar Adriatico, in Grecia e in Turchia.Il nome deriva dal fatto che è un vento settentrionale, "boreale", a cui si rifà anche la figura mitologica greca chiamata Borea.La Bora è famosa soprattutto a Trieste, dove soffia specialmente in inverno ed è definita "Bora chiara" in presenza di bel tempo o "Bora scura" in condizioni di tempo perturbato. E' detta "porta della bora" quell'interruzione della catena alpina (nelle alpi Giulie) tra il monte Re (in sloveno Nanos) e il monte Nevoso (in sloveno Sneznik). E' qui che si incanala l'aria che letteralmente casca sull'Adriatico, investendo principalmente Trieste e attenuandosi a Nord e a Sud, a Monfalcone e nella parte settentrionale dell'Istria. La bora prosegue il suo cammino lungo la direzione acquisita, giungendo a volte fino a Venezia, a Chioggia in particolare, causando un vivace moto ondoso. Questo tipo di vento può raggiungere velocità di 150 kilometri all'ora. Nonostante i triestini sano abituati a questa intensità, funi e catene (un tempo, invero più frequentemente) vengono spesso stese lungo i marciapiedi del centro di Trieste, per facilitare il traffico dei pedoni nei giorni di vento più intenso. A causa della frequenza dei giorni ventosi, gli edifici devono essere costruiti con opportuni criteri per sopportarne la forza. L'occasionale caduta di una tegola sui passanti è fortunatamente una rara eccezione.

Il Levante è un vento generalmente debole che spira da Est verso Ovest nel Mediterraneo occidentale. Il vento si origina nel centro del Mediterraneo al largo delle Isole Baleari e soffia verso Est per raggiungere la sua massima intensità attraverso lo Stretto di Gibilterra. La sua influenza è sentita fino in Italia sul Tirreno e sulla parte centro-meridionale dell'Adriatico. È un vento fresco e umido, portatore di nebbia e precipitazioni, riconosciuto come causa di particolari formazioni nuvolose sopra la Baia e la Rocca di Gibilterra, dove può dare provocare mare agitato e trombe marine. Il vento può manifestarsi in qualunque periodo dell'anno, ma ricorre comunemente fra luglio e ottobre. D'inverno, il Levante è spesso accompagnato da piogge forti. Il nome del vento deriva da levante inteso come Est, il punto cardinale da cui ha origine.

Lo scirocco è un vento caldo proveniente da Sud-Est che proviene dal Sahara e da altre regioni del nord Africa.
Nasce da masse d'aria tropicali calde e secche trascinate verso nord da aree di bassa pressione in movimento verso est sopra il Mediterraneo. L'aria calda e secca si mischia con quella umida del movimento ciclonico presente sul mare ed il movimento in senso orario spinge questa massa d'aria sulle coste delle regioni del sud Europa.
Lo scirocco secca l'aria ed alza la polvere sulle coste del Nordafrica, tempeste sul mediterraneo e tempo freddo ed umid sull'Europa. Il vento soffia per un tempo variabile da mezza giornata a molti giorni. Molte persone attribuiscono a questo vento effetti negativi sulla salute per via del caldo e della polvere portata dalle coste dell'Africa e della discesa della temperatura in Europa. La polvere può causare danni ai dispositivi meccanici e penetrare negli edifici.
Questi venti soffiano più di frequente, con velocità fino a 100 Km/h, in primavera ed autunno raggiungendo un massimo nei mesi di marzo e novembre.
Lo stesso vento assume il nome di jugo is Croazia e ghibli in Libia. Lo scirocco che giunge sulle coste francesi contiene più umidità ed assume il nome di marin.

Ostro o mezzogiorno (dal latino Auster, vento australe) è il nome tradizionale di un vento che spira da Sud nel Mar Mediterraneo; è anche detto vento di Mezzogiorno. L'ostro è un vento caldo e umido portatore di piogge. I suoi effetti sul clima italiano sono piuttosto deboli e poco sensibili. L'Ostro è a volte identificato col Libeccio o lo Scirocco ai quali è simile.

Libeccio (spira da Sud Ovest), anche detto Africo o Garbino.
Vi sono più ipotesi sul nome: la più diffusa, è che derivi dal fatto che nell'isola di Creta, presa come punto di riferimento per la denominazione dei venti, il Libeccio spira dalla Libia (antico nome del continente africano).
L'altra, accreditata presso i linguisti, è che derivi dall'arabo lebeg.
Il nome Garbino è utilizzato nell'area orientale dell'Emilia Romagna e nel nord delle Marche. In Friuli, nella Venezia Giulia e in Dalmazia è chiamato Garbin

Il Ponente, anche detto Zefiro o Espero è un vento del Mar Mediterraneo che spira da Ovest. È il vento caratteristico delle perturbazioni atlantiche che attraversano il mediterraneo da ovest verso est. I suoi effetti sono sentiti soprattutto sul Mar Tirreno e sul Mare Adriatico centro-meridionale. Il Ponente è un vento fresco tipico dei pomeriggi estivi; così come il Libeccio può essere portatore di maltempo.

Il maestrale è un vento forte e freddo proveniente da Nord-Ovest, tipico della stagione invernale, che soffia con particolare frequenza soprattutto in Sardegna e nella Valle del Rodano, in Francia.

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Di Admin (del 29/10/2008 @ 22:54:43, in Demanio, linkato 24 volte)

Continua la battaglia per eliminare  la Legge 296/2006 inerenti all'aumento sproporzionato dei canoni demaniali (stabilimenti balneari), per dimostrare quale regalo ci ha concesso  l'ex Presidente  Prof. Romano Prodi, eccovi l'aumento avuto dal "Lido Panfilo " di Termoli (Molise), dopo aver offerto il caffè al Prof. Romano Prodi nel mio stabilimento balneare nel lontano 1995 e precisamente il mese di Luglio in una Sua visita in Molise, prima di essere nominato Presidente di turno della Comunità Europea. Ovviamente sorpreso per la poca affluenza turistica....sulla costa Molisana. eccovi il Mio canone attuale: canone 2007  €. 9.196,48,  integrazione canone 2007 (Legge 296/2006) €. 82.993,76, Tassa Regionale 5% €.4.055,76 e per finire la polizza fideiussoria €.2.310,00 per un totale canone 2007 di €.98.556,00...grazie Professore!!!

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Di Admin (del 27/10/2008 @ 23:07:47, in Demanio, linkato 25 volte)

 Undici articoli per riformare i porti italiani, chiedendo ai lavoratori di trasformarsi in pool di manodopera, ma assicurando agli stessi un salario di mancato avviamento; affidando i porti regionali direttamente alle regioni; riducendo drasticamente i tempi di approvazione dei piani regolatori portuali; cambiando le regole di scelta e di nomina del presidente dell´authority; riscrivendo le norme per le concessioni di aree demaniali; dotando infine le authority di una vera autonomia finanziaria attraverso l´assegnazione diretta del 3% annuo dell´Iva raccolta per conto dell´Erario. Eccolo il testo del ministro dei Trasporti Altero Matteoli che punta a rifondare gli scali della Penisola, innovando la legge 84, o conservando quanto di buono era ed è al suo interno.

Ancora sotto forma di bozza di un disegno di legge governativo, il testo è stato licenziato nelle scorse settimane direttamente dal titolare dei Trasporti e ora attende di conoscere il suo cammino. Non sarà di intralcio al percorso già intrapreso in Parlamento, dove sono stati depositati tre disegni di legge, e nelle commissioni parlamentari competenti, dove il lavoro è avviato e dovrebbe concludersi a fine anno.

La «normativa-quadro in materia portuale», questo il nome del documento di undici pagine che Repubblica è in grado di anticipare, sarà il contributo di Matteoli al dibattito e, solo se la strada parlamentare subirà dei rallentamenti tali da allontanare i tempi della riforma, assumerà i connotati di un decreto legge. Per settimane, nella massima discrezione, lo staff del ministero ha lavorato attorno a un testo dai tratti fortemente innovativi. Ma vediamo nel dettaglio un testo che va a modificare nella sostanza alcuni fra gli articoli più delicati e controversi della riforma tuttora vigente.

I principi . Quattro, attività d´impresa e commerciali riservate ai privati, salvaguardia della salute sul luogo di lavoro, tutela della concorrenza, rispetto delle norme comunitarie.

I porti. Due livelli di classificazione, a seconda dell´interesse (nazionale e regionale). Solo i primi sono amministrati dalle autorità portuali. Il loro elenco è indicato in un decreto del presidente della Repubblica e ha numeri di accesso molto rigidi: tre milioni di tonnellate di merce movimentata, escluse le rinfuse liquide, 200mila teus di container movimentati o un milioni di passeggeri fra crociere e traghetti. I porti regionali passano invece dal controllo delle autorità marittime a quello delle regioni.

Il piano regolatore. Procedura più snella rispetto al passato. Il comitato è adottato dal comitato e poi trasmesso al comune «per l´espressione dell´intesa». Novanta giorni di tempo per un «diniego motivato» o, in caso di mancata risposta, l´intesa si considera valida. Senza intesa, tocca alla regione convocare una conferenza dei servizi fra enti locali e authority che decide a maggioranza «le determinazioni in ordine al piano». Approvato il piano, tocca al "Via" di una commissione ministeriale che si deve pronunciare in sessanta giorni. Trascorsi i due mesi, la Regione emana il piano. In cinque mesi dal via libera del comitato, insomma, il piano può essere approvato.

L´authority. Centrale diventa il ruolo delle regioni, che oggi invece sono semplicemente chiamate a dare un´intesa sul nome scelto dal ministro che ha a sua volta pescato dentro a una terna indicata dagli enti locali. Il presidente viene nominato dal ministro dei Trasporti all´interno di una rosa «di tre esperti di massima e comprovata qualificazione professionale, manageriale e istituzionale nei settori dell´economia dei trasporti e marittimo-portuale» designati dal presidente della Regione dopo «formali consultazioni» con il sindaco, il presidente della Provincia e quello della Camera di Commercio. Il ministro può chiedere altri tre nomi entro un mese e se non li riceve procede direttamente con la scelta.

L´organizzazione del lavoro. La fornitura di lavoro temporaneo deve essere autorizzata dalle authority, quindi chi ancora non ha proceduto deve attrezzarsi, così come ha già indicato il ministro Matteoli nella sua direttiva. Ma a questo punto scattano le novità. «Le imprese e le agenzie autorizzate possono rivolgersi, quali imprese utilizzatrici, qualora non abbiano personale sufficiente per far fronte alle richieste di fornitura di lavoro temporaneo, alla agenzie di somministrazione indicate dal decreto legislativo 276/2003», quindi spazio al lavoro interinale. Non solo, perché al pool di manodopera che fornisce in totale flessibilità il servizio di lavoro temporaneo è assicurato il salario di mancato avviamento. Ai lavoratori, infatti, «può essere corrisposta dal 2009 un´indennità pari a un ventiseiesimo del trattamento massimo mensile d´integrazione salariale straordinaria, nonché la relativa contribuzione figurativa e gli assegni per il nucleo familiare per ogni giornata di mancato avviamento al lavoro».

 

Le concessioni. Ribadita la necessità di individuare la "banchina pubblica", di fatto mai applicata finora e riservata alle imprese non titolari di concessione. Forte riduzione delle concessioni, quattro anni «se il concessionario utilizza le aree ai fini della mera gestione delle proprie attività, senza assumere impegni in ordine agli investimenti». La durata si allunga in proporzione agli investimenti ma non può mai superare i 40 anni. Verifica biennale delle concessioni che devono essere rilasciate dopo gara pubblica. Le autorità riferiscono annualmente al ministero sullo stato delle concessioni e il ministero può imporre «provvedimenti correttivi». Alcune attività del ciclo «non preponderanti, purché caratterizzate da una specifica autonomia e rilevanza», può essere svolto in regime di appalto da un´altra impresa (articolo 16). Anche i canoni dovranno essere parametrati sulla concessione assegnata (investimenti, redditività, sviluppo dei traffici). Le concessioni attuali rimangono valide se mancano meno di dieci anni alla scadenza. In caso contrario, dovranno essere riviste sulla base delle nuove indicazioni di legge «per quanto concerne l´importo del canone».

L´autonomia finanziaria. Norma rivoluzionaria, anche su questo fronte. Per la realizzazione «delle opere di ammodernamento, riqualificazione e sviluppo dei porti» alle authority viene devoluto per il 2009 il 3% dell´Iva e delle accise riscosse annualmente per le operazioni di import. Modifica anche per la disciplina fiscale dei canoni demaniali da parte delle authority. «I canoni non costituiscono redditi di natura fondiaria e quindi non costituiscono corrispettivi ai fini delle imposte dirette». 

(26 ottobre 2008)  da "Repubblica"   di Massimo Minella
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Di Admin (del 27/10/2008 @ 22:27:11, in Ass. "Non solo Mare...", linkato 27 volte)

 TERMOLI _ Il Deputato molisano Sabrina De Camillis, Pdl, ha assicurato impegno presso il Governo Berlusconi ai balneatori di Termoli per la modifica della normativa sui canoni demaniali decuplicati dalla legge finanziaria del Governo Prodi. La De Camillis è tornata ad incontrare i balneatori dell'associazione "Non Solo Mare" guidati dal Presidente Luigi Napolitano e il segretario Michele Pecorella, intenzionato a proseguire nelle proteste contro l'aumento spropositato dei canoni degli stabilimenti balneari e decisi a scrivere al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

"Abbiamo chiesto alla De Camillis la modifica dell'attuale normativa con la nuova legge finanziaria _ ha dichiarato Luigi Napolitano, presidente dell'Associazione "Non Solo Mare" che raggruppa  22 concessionari demaniali della Regione Molise ed ha mostrato ampia disponibilità a rappresentare le nostre richieste in Parlamento e presso il Governo. Questa normativa rischia di far chiudere gran parte dei lidi non solo in Molise ma in Italia".

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Di Admin (del 01/10/2008 @ 14:28:11, in Turismo, linkato 53 volte)

 Turismo: niente vacanze per il 12 per cento degli italiani

ROMA - Niente vacanze per una buona fetta di italiani: secondo dati dell'Osservatorio nazionale del Turismo quest'anno si e' assistito a un calo del 12,2 per cento. Presentando i dati a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla, ha parlato di "stagione andata male". In particolare e' diminuito del 6,1% il numero degli italiani che hanno fatto vacanze in Italia ed e' scesa di 2,5 giorni la durata media della vacanza degli italiani. "Siamo difronte ad un bilancio che non puo' che preoccupare", ha concluso Brambilla. (Agr)

da il "Corriere della sera"

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Di Admin (del 22/09/2008 @ 22:37:14, in Demanio, linkato 88 volte)

La Commissione Bilancio del Senato della Repubblica ha approvato la risoluzione G/949/4/5 nella seduta del 30 luglio 2008 per quanto riguarda l'intervento del Senato mirato a garantire la soluzione del problema dei canoni demaniali, rispetto ai molti equivoci scaturiti dalla finanziaria 2007 sui canoni pertinenziali e sulla tutela dei rapporti concessivi in corso.

Senato della Repubblica
Seduta di mercoledì 30 luglio 2008
G/949/4/5
Piscitelli

La 5 Commissione,
premesso che:

l'articolo 1, comma 251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), modificando parzialmente la precedente normativa, ha introdotto nuove disposizioni in ordine ai criteri di calcolo dei canoni annui per le concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative, prevedendone l'aggiornamento sulla base degli indici ISTAT;
in sede attuativa, stante la complessità del quadro normativo, si è posto da pare degli Enti gestori e di tutti i soggetti interessati il problema specifico concernente la data di riferimento per il calcolo degli indici ISTAT da applicare per l'aggiornamento dei parametri tabellari, da richiedersi a decorrere dal 1º gennaio 2007;

in sostanza si trattava di stabilire, sulla base di un'interpretazione coordinata delle norme vigenti, se l'aggiornamento dei canoni tabellari sulla base degli indici ISTAT dovesse avere o meno a riferimento la data del 1º gennaio 1994;

la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con nota protocollo n. 63 del 15 gennaio 2008, ha ritenuto di sottoporre la questione relativa alla corretta interpretazione delle sopra richiamate disposizioni all'esame dell'Avvocatura Generale dello Stato;

l'Avvocatura Generale dello Stato, con parere n. 35670 P del 17 marzo 2008, ha ritenuto, a seguito di una puntuale e completa ricostruzione dell'intero impianto normativo e delle diverse leggi succedutesi in materia, che possa considerarsi ragionevole l'applicazione dell'aggiornamento ISTAT a decorrere dal 1º gennaio 1998, alla luce di quanto disposto dall'articolo 10 della legge n. 449 del 1997;

va sottolineata la rilevanza del parere dell'Avvocatura Generale dello Stato e la rilevanza sociale della materia;

inoltre, l'attuazione del predetto articolo 1, comma 251, della legge n. 296 del 2006, ha determinato l'insorgere di ulteriori problematiche, in particolare connesse:

a) all'applicazione della suddetta normativa ai rapporti concessori in corso, regolati con titoli di godimento in corso di validità;

b) alle significative disparità di trattamento tra coloro che gestiscono attività balneari in immobili acquisiti allo Stato (cosiddette pertinenze demaniali), e coloro che gestiscono la stessa attività in strutture amovibili, in quanto i primi sono tenuti al pagamento di canoni molto superiori, sebbene eroghino gli stessi servizi e si rivolgano alla medesima utenza;

c) all'esatta individuazione delle cosiddette pertinenze commerciali, ai sensi dell'articolo 1, comma 251, lettera b), numero 2.1), della citata legge n. 296;

d) alla riduzione del canone concessorio prevista dall'articolo 03, comma 4, del decreto-legge n. 400 del 1993, in ordine alle aree scoperte, utilizzate dai concessionari solo nelle stagioni balneari, e rilasciate al pubblico uso negli altri periodi dell'anno;

per quanto riguarda la problematica di cui alla precedente lettera a), si rinvengono infatti pronunce giurisprudenziali difformi sul punto, alcune delle quali sostengono, in applicazione dell'articolo 39 del Codice della navigazione, nonchè in ragione del principio di certezza delle situazioni giuridiche soggettive e della circostanza che l'aumento del canone non era preventivabile al momento della stipula del relativo disciplinare, che il canone fissato nel titolo concessorio sia immutabile fino alla scadenza del titolo che lo regolamenta, e che pertanto a detti rapporti sia inapplicabile la norma del citato comma 251;

per quanto attiene alla problematica di cui alla lettera b), risulta che in alcuni comuni costieri con più elevata valenza turistica, gli operatori che svolgono attività in immobili acquisiti allo Stato devono corrispondere un canone anche dieci volte maggiore a quello richiesto a quanti esercitano l'attività in manufatti non acquisiti, determinando in tal modo una disparità di trattamento ingiustificata ed illogica, in quanto non proporzionale alla redditività dell'impresa nè all'estensione dell'arenile in godimento, ma dovuta alla sola presenza o meno di strutture amovibili o fisse sul bene demaniale;

per quel che concerne la problematica di cui alla lettera c), rispetto alla quale è insorto un notevole contenzioso, non appare logico che il canone previsto per le pertinenze commerciale sia corrisposto anche da coloro che non svolgono l'attività commerciale all'interno di un bene acquisito allo Stato, ma sopra o in prossimità del medesimo, non essendo conforme alla ratio della norma di cui all'articolo 1, comma 251, lettera b), numero 2.1), della legge n. 296 applicare il canone anche a beni che non siano di per sè idonei allo svolgimento dell'attività commerciale, nè a locali in cui non vi sia un diretto contatto con il pubblico;

in merito alla problematica di cui alla lettera d), appare ingiustamente penalizzante o foriera di palesi disuguaglianze l'interpretazione dell'articolo 03, comma 4, del citato decreto-legge n. 400 del 1993 fornita dalle amministrazioni competenti, che non riconosce l'applicabilità della riduzione del canone per le aree scoperte utilizzate solo temporaneamente anche a quanti rilasciano ad uso pubblico, nei periodi invernali, una porzione degli arenili loro concessi, essendo illogico riconoscere tale riduzione agli operatori che rilasciano temporaneamente al pubblico uso la totalità degli arenili concessi, negandola invece a quanti rilasciano solo in parte tali beni,
impegna il Governo:

a) a porre in essere tutte le iniziative necessarie affinchè gli Enti preposti, in conformità al parere reso dall'Avvocatura Generale dello Stato, provvedano ad applicare l'aggiornamento degli indici ISTAT a decorrere dal 1º gennaio 1998 ai canoni relativi alle concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative di cui all'articolo 1, comma 251, della legge n. 296 del 2006;

b) a porre inoltre in essere tutte le iniziative necessarie per assicurare un'uniforme applicazione del disposto dell'articolo 1, comma 251, della legge n. 296 del 2006, al fine di:

1) tutelare i rapporti concessori in corso regolati con titoli di godimento in corso di validità;
2) evitare disparità di trattamento in danno di quanti gestiscono attività balneari in immobili acquisiti allo Stato, rispetto a coloro che gestiscono le stesse attività in strutture amovibili;
3) precisare, in conformità alla ratio della normativa, l'esatta definizione delle pertinenze commerciali alle quali deve essere applicato il canone di cui all'articolo 1, comma 251, lettera b), numero 2.1), della citata legge n. 296;
4) evitare disparità di trattamento in sede di applicazione della riduzione del canone concessorio ai sensi dell'articolo 03, comma 4, del decreto-legge n. 400 del 1993.

10/08/2008

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Di Admin (del 21/09/2008 @ 22:44:57, in News dallo Stabilimento, linkato 71 volte)

Cari lettori, dopo questa stagione estiva passata, riprendiamo le notizie sul ns. blog...Ringraziandovi per la vs. pazienza, siamo pronti per questo autunno di notizie!!!

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Di Admin (del 05/06/2008 @ 23:07:11, in News dallo Stabilimento, linkato 135 volte)

Cari lettori, ci fermiamo con le notizie sul ns. blog a causa del lavoro stagionale del ns.lido.Riprenderemo le notizie sul ns. blog...a Settembre.RingraziandoVi con affetto...Buone vacanze!!!

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LAPIERRE DOMINIQUE

UN ARCOBALENO NELLA NOTTE

Sei aprile 1652. Un manipolo di coloni olandesi sbarca sull'estremità più meridionale del continente africano. Questi uomini hanno una missione delicata e precisa: coltivare pianticelle di insalata per rifornire di vitamine gli equipaggi delle navi della Compagnia olandese delle Indie orientali in transito, decimati dallo scorbuto. Nessuna grande ambizione di conquista coloniale, ma passerà poco tempo prima che gruppi di avventurieri voltino le spalle al mare per addentrarsi nelle foreste infestate di animali feroci e mosche tse tse, alla conquista della "Terra promessa". La macchina inesorabile della Storia si è ormai avviata, e il primo capitolo di un'epopea di infamia e redenzione è stato scritto. Convinti dalla fede calvinista di essere il nuovo popolo eletto, i coloni presto rinnegheranno la madrepatria, affronteranno le tribù nere, i cercatori d'oro e di diamanti, e le temibili tuniche rosse della regina Vittoria, fino a macchiarsi di una delle più grandi tragedie del Novecento: l'instaurazione dell'apartheid. Una piccola comunità di quattro milioni di bianchi sottometterà con la forza una popolazione sei volte maggiore di neri, dando vita a un regime razzista che causerà centinaia di migliaia di vittime. A questo orrore riusciranno a porre fine la volontà e il coraggio di veri e propri eroi come Chris Barnard, Helen Lieberman e soprattutto, dopo ventisette anni passati in carcere, un gigante del nostro tempo, Nelson Mandela.

 

 

 

...Il buon Bagnante

 

 

 





19/11/2008 @ 3.14.17
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